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Qasim Amin – Terza parte

Qasim Amin
Qasim Amin

Qasim Amin attraverso i suoi scritti criticò la poligamia, finalizzata esclusivamente al piacere sessuale, memore che essa era stata prevista (o meglio, tollerata) dal profeta per far fronte alle difficoltà delle prime comunità islamiche: essa era infatti funzionale per fornire assistenza a orfani e vedove. Qasim Amin esortava altresì all’abolizione del velo, ostacolo per l’emancipazione della donna e quindi anche per il progresso del Paese: sosteneva che alle donne dovesse essere garantito un adeguato livello di istruzione (in Egitto la prima scuola pubblica per ragazze aprì nel 1873, anche se vi erano scuole femminili private frequentate solo da giovani dell’alta borghesia; nel 1929 un ristretto numero di studentesse si iscrisse all’università del Cairo).

Dopo l’uscita del suo primo libro, “The Liberation of women”, Amin venne molto criticato in Egitto sia dalle correnti maschili più tradizionaliste sia da molte studiose e letterate donne che lo considerarono troppo pervaso da elementi occidentali.

Amin è stato accusato, dalla scrittrice Leila Ahmed, di voler sostituire lo status maschile di tipo islamico con quello di tipo occidentale. Ahmed sottolinea che la donna egiziana di Amin, non avrebbe il controllo sul proprio corpo, ma sarebbe invece utilizzata per costruire la nazione.
La donna egiziana sarebbe ancora la schiava di suo marito, della sua famiglia e della sua nazione e dunque si tratterebbe di una forma ipocrita di emancipazione.
La professoressa di storia Mona Russell, sfida ulteriormente la descrizione di Amin della nuova donna dicendo che era “uno dei frutti della società moderna”: sostiene che Amin è stato influenzato dalla sua educazione straniera e dalla posizione della classe medio-alta che considerava il colonialismo straniero come una regola superiore; sostiene inoltre che Amin si è integrato nel colonialismo straniero che deteneva il potere dell’Egitto e cita a dimostrazione l’affermazione di Amin secondo la quale: “Oggi godiamo di una giustizia e di una libertà come non credo che l’Egitto abbia mai visto in passato”.

Citazioni

In conclusione, tuttavia, possiamo affermare che Qasim Amin ha concretamente contribuito alla nascita del “femminismo Islamico”: non a caso a metà del 900 assistiamo alla nascita di un movimento che vede donne musulmane, arabe e non, rivendicare l’uguaglianza di genere a partire dalla reinterpretazione dei testi sacri.